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Anacapri- il paradiso ai tuoi piedi

Capri è famosa in tutto il mondo, ma forse non tutti sanno cos’è Anacapri, il comune che si trova nella parte alta dell’isola. Bellissima, con un panorama fantastico, è raggiungibile con i mezzi, oppure attraverso una magnifica seggiovia o, infine, salendo la ripidissima scala fenicia.

Del territorio di Anacapri fa parte anche la celeberrima Grotta azzurra, dove l’acqua ha un colore straordinariamente intenso, ma anche la natura che si ammira dall’alto è assolutamente spettacolare. E, come se fosse poco, ci sono edifici interessantissimi, tra cui spicca una chiesetta con un dettaglio unico e sorprendente.

La Grotta Azzurra di Anacapri. Foto di Arpingstone presa da Wikipedia

Un'isola antichissima e impraticabile

L’isola di Capri fu abitata fin dai tempi più antichi, basti pensare che la cosiddetta ‘scala fenicia’, che in realtà non sembra essere opera dei fenici, bensì dei coloni greci, risale al VII-VI secolo a.C. Per molto tempo fu l’unica via di comunicazione tra la parte bassa dell’isola e Anacapri, situata ad un’altitudine maggiore.

Il paesaggio che si gode dalla scala è mozzafiato, ma, a meno che non si sia eccezionalmente allenati, il consiglio è di percorrerla in discesa, perché affrontare in salita varie centinaia di scalini, tutti diversi l’uno dall’altro per altezza e forma, potrebbe mettere a dura prova le gambe di chiunque. Anche la discesa, a dir la verità, non è tanto semplice, ma incantevole.


Adesso per arrivare in alto, fino alla cima del Monte Solaro, che raggiunge i 589 metri, c’è una seggiovia che parte dalla frazione di Marina Grande e, attraverso un percorso che permette letteralmente di sfiorare le cime degli alberi, conduce fino ad Anacapri, da cui si può ammirare un panorama indimenticabile, che abbraccia con un unico sguardo i golfi di Napoli e di Sorrento.


Tutta la zona è ricchissima di bellezze naturali: passeggiando per le stradine, dove i cartelli e le insegne sono tutti rigorosamente su piastrelle dipinte a mano, si trovano piante e alberi mediterranei, da vari scorci si può osservare il mare con le terre e isole vicine. La Grotta azzurra, poi, è veramente impressionante: la luce che entra filtrata dall’acqua fa sì che tutto all’interno assuma un colore intensissimo, che ha colpito e ispirato poeti e pittori.


Il paradiso terrestre sotto ai piedi

Ma non c’è soltanto la natura ad incantare i turisti, ci sono anche opere umane di grande pregio, come la Villa San Michele o la Casa Rossa, che ospita un museo dove, tra l’altro, sono custodite le statue romane ritrovate nella Grotta azzurra. E poi c’è la chiesa di San Michele Arcangelo, realizzata all’inizio del XVIII secolo su iniziativa di una suora che, nel 1638, implorò San Michele Arcangelo di liberare Vienna dall’assedio ottomano. Ottenuta la grazia, suor Serafina di Dio si dedicò a mantenere il suo voto: fondare sette monasteri di clausura nel territorio della Campania.

L’ultimo di questi sorse ad Anacapri, dove, circa un decennio dopo, la fondatrice volle che venisse edificata anche una chiesa dedicata, come il monastero, a San Michele Arcangelo. Una quarantina d’anni dopo, nel 1761, Leonardo Chianese, appartenente ad una nota famiglia di ‘riggiolai’, ossia di decoratori di piastrelle laterizie maiolicate, ricevette l’incarico di decorare il pavimento con il tema del Paradiso terrestre e del peccato originale.


E così le ‘riggiole’, come vengono chiamate in napoletano, furono dipinte con i toni dell’azzurro, del verde e del giallo, per rappresentare la natura idillica dell’Eden: ci sono piante rigogliose e animali sia locali che esotici, alcuni assolutamente simbolici, come l’unicorno, rappresentazione della purezza.

Il pavimento della chiesa di San Michele Arcangelo. Foto personale dell'autrice dell'articolo

Al centro spicca la scena della fatidica disobbedienza: il diavolo tentatore attorcigliato all’albero della scienza del bene e del male e, più sotto, l’Arcangelo Michele che scaccia Adamo ed Eva dal paradiso terrestre con la sua terribile spada.

Oggi, chiaramente, non si può calpestare una simile opera maestra, e pertanto il perimetro della chiesa è stato fornito di una passerella che permette di osservare da varie angolazioni il prezioso pavimento. Ma il colpo d’occhio migliore è indubbiamente quello che si ottiene dal piano superiore, da cui si può abbracciare l’intera scena. Questo stratagemma era stato studiato appositamente per permettere anche alle suore di clausura, che restavano in alto, nascoste dietro a delle grate, di ammirare le raffigurazioni.


Così, se andrete a visitare Capri, potrete godere di tutto: dalla natura mediterranea più fiorente e spettacolare, ai resti archeologici, alle incredibili piastrelle del pavimento della chiesa di Anacapri, capaci di rapire con l’incanto della loro arte.

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